Legion (demon) "And he asked him, What is thy name? And he answered, saying, My name is Legion: for we are many" (KJV) (AV) The Gospel of Mark 5:9 (Gk. Κατά Μάρκον Ευαγγέλιον) [ "we are legion, for we are many"] (King James Version of the Bible) Legion (software Legion is a computer software system variously classified as a distributed operating system, a peer-to-peer system, metacomputing software, or middleware.
One of the slogans of the Legion project is "mechanism, not policy"

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domenica 31 agosto 2008

A VOLTE RITORNANO



Purtroppo pare che il sito Italia Film abbia qualche leggero problemino. Si proprio così, perché sembra proprio che quelli di ItaliaFilm.net, sito di diffusione di film in streaming in italiano, abbiano chiuso i battenti, infatti provando ad accedere al sito, non si riesce a visualizzare la pagina.
Nato da circa 4 mesi come sito di film streaming in italiano ha chiuso o è stato chiuso… ancora non si sa nulla, ma è da stamattina giorno 21 Agosto 2008, che compare la scritta “This Account Has Be ...

Ai tempi rgli antichi Romani c'era Catone il Censore.

A VOLTE RITORNANO ( E sono peggiorati )

Streamig in rete

Per quelli che cercano streamig in rete vorrei segnalare alcuni siti che offrono gratuitamente la visione di contenuti. Finche' la Santa Inquisizione non prende di mira



















Ovviamente ce ne sono anche altre, ma spesso o non funzionano o rimandano ad altri siti che non portano a niente.

Alla prossima

Astalavista a tutti

sabato 30 agosto 2008

Come eludere le telecamere

Oltre che il Firewall, vediamo se e' possibile evitare le telecamere spione, che adesso stanno
praticamente dappertutto.Il progetto si chiama I-R.A.S.C. che come acrostico significa InfraRed Against Surveillance Camerasovvero “Luce Infrarossa Contro le Telecamere di Sorveglianza” .

E' praticamente un dispositivo, anche di facile realizzazione in casa, che si basa su di un led a luce infrarossa che, puntato sulla telecamera dovrebbe far passare inosservati.

Ci si avvolge la testa con una fascia sulla quale e' montato il Led ed in teoria si dovrebbe passare inosservati.

Cioe' uno che va in giro con un led sulla testa, non e' che passa poi tanto inosservato ma, male che vada si deve senz'altro riconoscere che si tratta di un'idea.....luminosa













fonte: U.R.A. / FILOART Web: www.oberwelt.de
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« potrete fermare me, ma non potrete fermarci tutti... dopo tutto, siamo tutti uguali.»
No-one is innocent

Il FIREWALL

Avevo illustrato nei precedenti post i Firewall di base:
Firewall software - Firewall hardware (Router) - Lo scopo di un firewall è di dividere le reti e decidere quali pacchetti possono passare e soprattutto quali non possono passare da una rete all'altra. I Firewall agiscono in modo diverso dipendentemente alla tipologia a cui essi appartengono.
I tipi di filtraggio piu' comuni sono i filtri dei pacchetti (packet filter) basati sul routing e gli Application-Layer Firewall basati su proxy.

Chiaramente, riferendomi ad una LAN aziendale, il Firewall filtra, attraverso il proxy della Lan il traffico Intranet/ Internet

Considerando che, ogni firewall e' comunque subordinato a:

1) intervento umano, (Questo e' il baco piu' grosso)

2) regole di filtraggio per cosi' dire "statiche", (a meno di non aggiornare continuamente le regole stesse, il che non sempre e' fattibile soprattutto per ragioni di costo)

3) Limiti del Firewall stesso ovvero nessuno e' perfetto e pure le macchine si rompono (Le pa...)

Per il filtraggio dei pacchetti, vengono usati dei criteri che si basano su:
  • protocollo (ICMP, OSPF, AH, ESP, ecc.)
  • indirizzo IP di origine,
  • indirizzo IP di destinazione,
  • porta di origine,
  • porta di destinazione,
  • flag TCP (SYN, ACK, RST, FIN, ecc.)

Usando il traceroute, e supponendo che il firewall sia abilitato, con probalilita' esso rispondera' ma come tecnica e' vecchia, e purtroppo la maggior parte dei firewall riesce a bloccare il traffico dei pacchetti. Ma, chi ha il cosiddetto cu..... magari riesce a beccare il firewall vecchiotto e l'amministratore cretino.
Non dimentichiamo che il rischio di essere beccati e' notevole, anzi sicuro se dietro l'organizzazione c'e' qualcuno che ne capisce qualcosa. Ma vista la media del Q.O. aziendale......

Poi, bisogna comunque capire di che tipo di firewall si tratta.
Tecnica 1 e' il

Fingerprinting TCP ovvero se trovi una porta aperta entra senza suonare che fai rumore

Per fare questo, ci sono in rete svariate attrezzature del mestiere, tipo nmap

Attenzione, se uno fa do cojo cojo, si ricordi di essere un cojon.......e che ha grandi possibilita' che gli facciano un culo alla Brunetta.

E si, perche' dietro alla porta potrebbe essereci sempre un qualche daemon in ascolto come qui riportato: Questi e' in Pyton ma i codici possono essere anche altri, vb per es. o java.


Codice:
import socket

host = "0.0.0.0"

port = 54321

demon = socket.socket(socket.AF_INET, socket.SOCK_STREAM)

demon.bind((host, port))

demon.listen(5)

print "In ascolto sulla porta 54321"

input()


Carino no?

Dimenticavo: USARE LINUX, cioe' io sto parlando delle tecniche da usare su un S.O. che non sia Windows, oppure la maggior parte delle tecniche illustrate non funzionera'.

Esempi di porte aperte e di tipi di Firewall

Porte aperte che possono aiutarci a determinare il tipo di firewall

Firewall

Numero di porta

Scopo

Symantec Enterprise Firewall

888/TCP

Demone OOB

Symantec Enterprise Firewall

2456/TCP

Amministrazione web

Checkpoint FW1-NG

256/TCP

Gestione

Checkpoint FW1-NG

257/TCP

FW1_log

Checkpoint FW1-NG

18181/TCP

Protocollo CVP (Content Vectoring Protocoll) OPSEC

Checkpoint FW1-NG

18190/TCP

Interfaccia di gestione


oltre al fingerprinting con nmap. esiste anche molto altro es. QUI

Fine prima puntata della saga "Come ti frego un Firewall" Alla prossima

Astalavista

giovedì 28 agosto 2008

I-Doser: La droga virtuale che si ascolta (ogni giorno c'e' una nuova cazz... bufala)


E io che volevo continuare il discorso del FIREWALL... Ma di fronte a certe notizie, non posso che rimandare.
Allora, la "droga che si ascolta" e' l'ennesimo allarme (anti-web) lanciato dai giornali e pare anche confermato dal colonnello Umberto Rapetto che finora aveva dato impressione di sapere quel che affermava.

SARA' L'EFFETTO BRUNETTA?

OK, torno ai fatti.

I-Doser, la droga che non esiste e si scarica da internet;

Secondo nientemeno che la Guardia di Finanza, un nuovo pericolo per adolescenti e giovani verrebbe dal web e sarebbe trasportato dalle onde sonore, che si stanno affiancando alle droghe tradizionali e conquistando sempre più terreno. alcune onde in bassa frequenza sarebbero in grado di far provare al cervello le stesse sensazioni che sono più tradizionalmente associate a marijuana, cocaina, alcol, ecstasy e compagnia.

Leggo su Zeus News: Le onde sonore comprese tra i 7 e i 13 Hertz, dunque, avrebbero un effetto rilassante, mentre altre avrebbero l'effetto opposto, ossia eccitante o euforizzante. Scoperta questa correlazione tra suoni e stati d'animo (di cui peraltro si parla da tempo quando si discetta di musica e relax e di quanto faccia bene Mozart alle mucche), la creazione di un mercato di cyberdroghe sarebbe stata il logico passo successivo.
Considerazioni: a prescindere dalle mie personali convinzioni, ( Coltivare erba in vaso nelle citta' per un sano ritorno alla natura) mi pare che

l'orecchio umano può udire i suoni nell'intervallo dai 20 Hz ai 20.000 Hz. Questo limite superiore tende ad abbassarsi con l'avanzare degli anni: molti adulti non sono in grado di udire frequenze oltre i 16 kHz. L'orecchio di per sé non è in grado di rispondere alle frequenze inferiori o superiori all'intervallo indicato, ma queste possono essere percepite col corpo attraverso il senso del tatto. frequenze così basse possono essere riprodotte solo da un sistema di altoparlanti fuori dal comune (non so neanche se esistano). Sono frequenze che neanche un subwoofer riesce a riprodurre (solitamente possono riprodurre segnali al di sopra dei 20 Hz).
come dicono su molti Forums (cito qui commenti)

E' una cagata pazzesca

Questo l'ha pure provata: "che cagata l'ho provato e l'unica cosa che ho provato, con varie dosi, era un rompimento di coglioni assurdo e poi il suono e na rottura di palle enormeeeeee"

"ma insomma.........speravo di aver vinto la lotteria!!!! Mi son detto: ERA ORA CHE INVENTASSERO UNA COSA DEL GENERE!!!! E POI A ME LO SBALLO PIACE DA MORIRE........Ma cche'!!!!! come viene in mente di pooterla sostituire con le droghe attuali???

La SOLITA CAZZATA!!!!! NN E' VERO UN CAZZO!!!!!"

"Io l'ho fatto sentire al gatto ed è morto.."

", ma dico... siete normali? Ma è un'evidente bufala! A parte il fatto che la codifica Mp3 taglia le frequenze in questione... a parte il fatto che l'orecchio umano non entra in risonanza sotto i 20Hz... a parte tutto... mi spiegate dove trovate delle cuffie con una risposta in frequenza ai bassi sotto i 40 Hz? Vi prego.... non date mirror a fregnacce di questo calibro!!!"

"Comunque tutti sti giornalisti che parlano e parlano facendo panico non servono a un CAZZO! VIVA LA LIBERTà E LA PAROLA LIBERA E VIVA L'HACKING"


Pero', visto che sono un angelo, QUI si ' puo' sempre provare a fare il viaggetto
(Alla faccia di Trenitalia)

E.............RICORDATE................................



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mercoledì 27 agosto 2008

Per il Firewall a domani, per ora un articolo interessante

A proposito di quanto ho scritto nei precedenti post sulla INsicurezza delle LAN Aziendali strozzate da inutili orpelli, ho trovato questo articolo che ritengo riassuma cio che e' il concetto di base dell'insicurezza informatica: la disinformazione ed il rifiuto dell'innovazione, ovvero, l'insicurezza del se.




Accesso ad Internet? Il problema è gestionale. Non tecnico.

Sempre più di frequente mi capita di imbattermi in IT manager che, per proteggere la propria rete, pur concedendo ai dipendenti l’accesso ad Internet, preferiscono barricarsi dietro il firewall, piuttosto che comunicare al personale interno come debba comportarsi nell’uso di Internet e perchè. Eppure basta ragionare a fondo sugli aspetti tecnici per rendersi conto che la tecnologia, da sola, non basta a proteggere la rete aziendale.

Scendiamo nel concreto. La rete aziendale, protetta da un firewall che nega qualsiasi tipo di accesso diretto verso l’esterno, contiene un proxy server per l’accesso al WWW dotato di filtri in grado di limitare l'utente nella scelta dei siti Internet visitabili. Questa configurazione dovrebbe impedire all’utente interno di scaricare file .EXE, di condividere file MP3 con Napster o cose simili, di visitare le Chat con IRC, di usare ICQ, telnet, FTP, etc.

Normalmente i responsabili delle reti di un'azienda ritengono che questo “blocco” funzioni e sia sufficiente a risolvere i loro problemi. Purtroppo non è così. Se infatti qualche dipendente si limiterà a brontolare, senza sapere che fare per ricontattare tutte le amichette che ha nell’elenco dei contatti ICQ, qualcun altro invece s'ingegnerà e troverà il modo di aggirare facilmente il muro di protezioni costruito dall'amministratore del sistema.

Non è poi così difficile. Perché il lettore se ne possa rendere conto, lo inviterei a visitare uno di tanti siti che rende bene l’idea: www.http-tunnel.com. Questo sito rende disponibile gratuitamente un servizio ed un software che, una volta installato sul proprio PC, consente di instradare attraverso il proxy aziendale (che, come ricorderete, consente solo il passaggio di traffico HTTP) praticamente qualsiasi altro protocollo.

Risultato finale: il dipendente ritorna a fare tutto ciò che gli era stato negato, esponendo, senza rendersene conto (nessuno lo ha seriamente informato dei pericoli) l’azienda al rischio di intrusioni di ogni genere. L'amministratore di sistema, invece, non riesce a capacitarsi di come ciò sia potuto accadere, dal momento che a lui risulta che i dipendenti stiano utilizzando solo i servizi resi disponibili.

Come vengono risolte in genere situazioni del genere? L’azienda si dota (dopo averle pagate care) di ulteriori potenti protezioni hardware o software, risale al dipendente infedele e gli vieta ancora una volta l’accesso. Ma così siamo di nuovo punto e a capo, dal momento che potrà sempre esserci un utente che cercherà di aggirare le limitazioni poste a protezione di un sistema e che riuscirà nel suo intento. E la storia dunque torna a ripetersi.

L’unica soluzione duratura non è tecnica, ma organizzativa: far sì che ci si possa fidare dell’utente interno. Altrimenti bisogna eliminare qualsiasi accesso ad Internet. Se i nostri utenti sono così furbi da trovare i raggiri che ho appena descritto, è ragionevole pensare che siano altrettanto capaci nel comprendere i rischi che possono correre e far correre all’azienda quando utilizzano Internet. Bisogna spiegarglielo (diffondendo e condividendo le politiche di sicurezza) e verificare che abbiano compreso. Rendendo espliciti gli obiettivi di sicurezza si evita inoltre di diffondere un senso di sfiducia nei confronti del dipendente, che, reso responsabile delle proprie azioni, può contribuire a proteggere il sistema informativo meglio di qualsiasi firewall.

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Ill Grande Fratello delle LAN Aziendali: IL FIREWALL


Non mi e' mai piaciuto ne' il Grande Fratello e non mi piace il Firewall.

Comunque, lo scopo per il quale e' stato progettato e' sempre "La sicurezza della Rete". Forse e' per questo che adesso ci sono i Militari per strada a controllare non si sa bene che.

Se non correttamente configurato, e spesso non e' configurato, piu che da difesa, funge da impiccio. (Proprio come i soldati di cui sopra)

Il firewall la cui traduzione inglese è "muro di fuoco" è un software il cui compito è quello di difendere i nostri dati privati e le nostre informazioni professionali.
Usando una metafora è come se questi dispositivi rappresentassero i punti di una dogana: la loro funzione principale è quella di agire come dei filtri che controllano tutto il traffico di rete che proviene dall’esterno e quello generato dall’interno, permettendo il passaggio soltanto al traffico autorizzato.
è un componente passivo di difesa perimetrale che può anche svolgere funzioni di collegamento tra due o più tronconi di rete. Usualmente la rete viene divisa in due sottoreti: una, detta esterna, comprende l'intera Internet mentre l'altra interna, detta LAN (Local Area Network), comprende una sezione più o meno grande di un insieme di computer locali. In alcuni casi è possibile che si crei l'esigenza di creare una terza sottorete detta DMZ (o zona demilitarizzata) atta a contenere quei sistemi che devono essere isolati dalla rete interna ma devono comunque essere protetti dal firewall.

Grazie alla sua posizione strategica, il firewall risulta il posto migliore ove imporre delle logiche di traffico per i pacchetti in transito e/o eseguire un monitoraggio di tali pacchetti. La sua funzionalità principale in sostanza è quella di creare un filtro sulle connessioni entranti ed uscenti, in questo modo il dispositivo innalza il livello di sicurezza della rete e permette sia agli utenti interni che a quelli esterni di operare nel massimo della sicurezza.

Il National Institute of Standards and Technology (NIST) 800-10 (noto anche come National Bureau of Standards - l’ente americano che definisce e promuove gli standard) suddivide i firewall fondamentalmente in cinque tipi:

1. Filtri di pacchetti
2. Stateful Inspection (controllo dello stato delle sessioni attive)
3. Proxy
4. Dinamici
5. Kernel

In realtà, non è proprio così semplice inserirli in una di queste categorie perchè i moderni firewall hanno un mix di funzionalità piuttosto esteso. Per maggiori informazioni, controllate il documento del NIST.

Tagliando corto, le tipologie di Firewall sono 2:

Firewall Software (detto anche Personal Firewall) e Firewall Hardware

(Questo mi sta proprio sulla punta dell'iceberg)

Schema semplificato di una rete con firewall collegata a una rete esterna

Schema semplificato di una rete con firewall collegata a una rete esterna



Tra le azioni che svolge un Firewall ci sono:
  • la possibilità di verificare il sito in cui si sta navigando e il contenuto dello stesso per eventualmente bloccare o registrare comportamenti non consentiti
  • è in grado di filtrare il traffico in base al tipo di protocollo, all'indirizzo e alla porta sorgente e all'indirizzo e alla porta di destinazione
  • la registrazione di tutto cio' che accade per fornire all'amministratore di sistema, nel caso di accessi forzati, il quadro preciso della navigazione personale.
ECCO PERCHE' DETESTO I FIREWALL

Rimando al prossimo post le amenita' dei firewall, (qui si potrebbe scrivere un trattato) e sulle tecniche per eluderlo (Chiaramente il tutto a scopo didattico)

per adesso :
Questo e' il mio concetto di SICUREZZA


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Modelli di intranet

Normalmente, e qui cito Wikipedia (per evitare parolacce) ogni Intranet aziendale prevede un Corporate Portal come punto di ingresso ad applicazioni specifiche, quali: - Publishing: pubblicazione, personalizzazione e visualizzazione dei contenuti sull'intranet, realizzando la comunicazione monodirezionale di contenuti verso il personale. - Document management: supporto all'acquisizione ed alla gestione della conoscenza esplicita, con funzioni di archiviazione, indicizzazione, correlazione e ricerca; - Community: supporti alla comunicazione e all'interazione tra utenti attraverso servizi interattivi (forum, mailing list, istant messaging, chat etc), finalizzati alla gestione della conoscenza implicita all'interno dell'azienda; - Collaborative work: supporto alla collaborazione e al teamworking (ad esempio groupware, e-room, videoconferenze etc); - Legacy integration: supporto all'accesso ai sistemi informativi aziendali, ai dati e alle procedure dei sistemi gestionali e di tutti gli altri applicativi in azienda; - Self Service: funzionalità in grado di erogare servizi interattivi ai dipendenti, come e-learning, rubrica del personale, modulistica, help desk informatico etc.


Le LAN che fanno parte di una intranet hanno normalmente indirizzi IP e subnet mask totalmente differenti, e si collegano tra loro attraverso router, gateway, proxy.

Do per scontato che si sappia di cosa stiamo parlando, per cui, mi voglio soffermare su quello che io personalmente definisco il Grande Fratello Aziendale: Il Firewall

Intranet: gia il nome e' una premessa all'emarginazione

Intranet: una sorta di “sito internet aziendale” accessibile da tutti i computer interni e non visibile all’esterno dell’azienda.

A volte il termine è riferito solo alla rete di servizi più visibile, il sistema di siti che formano uno spazio web interno.

In altre accezioni il termine può essere inteso come il sistema di informazioni e servizi di utilità generale accessibili dalla rete interna.

Quando una parte della intranet viene resa accessibile a clienti, partner o altre persone esterne all'organizzazione, tale parte diventa una extranet.

Se a livello tecnologico l'intranet può essere definita come la rete informatica interna basata sul protocollo TCP/IP, negli ultimi anni il concetto ha assunto una forma diversa, oltrepassando gli aspetti tecnologici per impattare fortemente sull'organizzazione dell'impresa.
Realizzare un tale sistema, che sia semplice da usare senza la necessità di lunghi tempi di apprendimento, che sia facilmente aggiornabile e che mantenga la promessa di flessibilità significa mettere a punto una “interfaccia utente” amichevole e un efficiente magazzino dati. Il risultato è rappresentato da semplici schermate, visibili da ogni computer, che permettono di gestire facilmente tutti i dati e le informazioni memorizzate in modo permanente e ben organizzato in un unico file, l’arci-noto database.
Si badi a non confondere una Intranet con la semplice condivisione permessa dalla connessione in rete di più computer all’interno dello stesso ufficio. E’ ben altro: è un vero e proprio software che permette di fare ciò di cui stiamo parlando come se si navigasse in un sito internet privato e che risiede fisicamente solo sul server (computer che gestisce la rete interna) dell’ufficio. L’accesso può essere concesso a tutti indistintamente, si può limitarlo ad alcune sezioni o si può concedere secondo il grado di responsabilità del personale autorizzato.
A dispetto, dunque, di una certa complessità progettuale e di realizzazione, da ogni postazione di lavoro dotata di computer sarà possibile, in modo semplice ed intuitivo, inserire nuove informazioni, memorizzarle in modo permanente, cancellare o modificare quelle obsolete, ricercarne e visualizzarne alcune specifiche, distribuire ed assegnare i compiti giornalieri ai collaboratori, essere avvertiti di scadenze imminenti con un certo anticipo, ecc. ; tutto senza uso di carta, spreco di tempo, problemi causati da mancanza di comunicazione tra colleghi.

Ma questa e' la Fanta-intranet (non quella che si beve) normalmente lo scenario e' molto meno idilliaco: scarsita' di comunicazione, macchine ormai obsolete, sistemi di interconnessione blindati da password e Administrators nonche' dal Firewall.
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La sicurezza informatica nelle Reti Aziendali

Io direi piu che altro "la presunzione della sicurezza" all'interno della Lan Aziendale.

Pubblica o privata che sia, (Brunetta permettendo) l'Azienda ha da sempre rivestito il ruolo del potere piu o meno imposto, con la conseguente evoluzione del concetto "dare poco-esigere molto"
Qualunque impresa, grande o piccola che sia, si trova ad avere a che fare con questa politica nei modi più svariati, ma, mi vorrei soffermare sulla svariata fauna delle cosiddette precauzioni atte alla non intrusione da parte esterna a scopo protettivo (dati sensibili, informazioni ecc.)

Se da un lato tutto questo potrebbe (per quanto io non condivido comunque) essere anche comprensibile, da un altro, scatena nel soggetto a cui e' imposto il veto, sentimenti di rivolta, sdegno, soprattutto se determinati privilegi vengono negati ad alcuni e concessi ad altri.

Su criteri non sempre dettati da reali necessita', ma purtroppo da ben altri fattori, non da ultimo il criterio meramente speculativo, individualista, che oltre a creare malumori ed antagonismi, porta inevitabilmente all'esposizione della rete stessa a pericoli ben piu' tangibili dell'improvvisato lamer di turno: L'Impiegato Lamer.

Che chiaramente, il piu' delle volte e' semidigiuno di conoscenza delle strutture delle reti stesse, e per ripicca va a caso mettendo davvero a rischio la sicurezza dei dati.

Io credo nel rispetto dell'individuo, di qualsiasi ceto o estrazione sociale egli sia, credo nella responsabilizzazione delle persone, che se venissero trattate in quanto tali, non avrebbero ne rancori ne vendette.

E, soprattutto, riuscirebbero attraverso la conoscenza e lo scambio di informazioni ad acquisire sempre piu una effettiva padronanza del proprio lavoro, e quindi a rendere di piu con meno sforzo.

Ma questo forse sarebbe troppo logico, quindi per questo non si e' mai pensato ad altro che proibire, limitare questo e quello, mascherando il tutto con il pretesto della "sicurezza" che, in molti casi nasconde clientelismi e prevaricazioni.

L'architettura ed il funzionamento delle reti LAN e della famiglia dei
protocolli TCP/IP.

Partendo dalla struttura fisica e logica delle reti utilizzate in ambito locale, tramite il meccanismo di instradamento delle informazioni a seconda dei dispositivi e dei protocolli coinvolti, e' chiaramente deducubile che tutte le tipologie hanno la stessa radice:

La Rete Fisica

Con rete fisica intendo tutto l'apparato di cavi e connessioni atte a creare una rete Lan.
In termini tecnici si parla di cablaggio strutturato che e' composto di componenti attivi e componenti passivi.
I componenti attivi sono computer, router, hub, switch, stampanti, ecc.., e di questo NON trattero' adesso.
i componenti passivi: cavi, connettori, prese, ecc.opportunamente installati e predisposti per poter interconnettere degli apparati attivi.

Il sistema di cablaggio usato come standard internazionale è il:
TIA/EIA 568A-B
la norma tecnica del comitato italiano elettrotecnica è la:
prEN 50173
la norma internazionale è:
ISO/IEC IS 11801

La Per quanto riguarda le Lan di medie e grandi dimensioni (decine di PC e oltre) si introducono altri elementi che incidono sui costi della parte fisica della Lan, vale a dire, oltre al cablaggio e la canalizzazione dei cavi, gli armadi di permutazione (per Lan distribuite su un area molto vasta o su più piani) e gli switch o hub intelligenti (che instradano i dati sulla Lan ottimizzando il traffico di rete).

Mi fermo qui, voglio solo dire che dietro ad una macchina c'e' una persona, (la rete fisica per l'appunto) con tutte le conseguenze che si possono immaginare
una di queste e' che NON ESISTE LA RETE INVIOLABILE
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Dopo le scarpe....pure il culo. Camminare appoggiati al muro........


Bellissima intervista al "Messaggero" quotidiano della capitale. Riporto qui la novella che e' leggibile a questo indirizzo

E, vorrei aggiungere, parliamo di "netiquette", "educazione", io stesso ho omesso delle parole, ma.............questi ministr
i, oltre che arroganti e analfabeti mi sa che si credono pure onnipotenti.

PERCHE' NOI GLIELO PERMETTIAMO

Brunetta: «Sono la Cuccarini del governo
Io, povero non bello, ho fatto
il culo al mondo»

ROMA (22 agosto) - «Sono la Cuccarini del governo Berlusconi». E' questa l'autoritratto del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che in una intervsita a Gente si vanta di essere diventato «il ministro più amato dagli italiani» per la sua battaglia contro i fannulloni.

Nell'intervista a cuore aperto, Brunetta poi non nasconde i lati difficili del suo carattere: «Ho il vaffa... facile, che è un vezzo e un limite allo stesso tempo», ammette,
ma «se faccio cavolate mi dico st... da solo e non soffro per questo. La mattina quando faccio la barba devo potermi guardare allo specchio».

Il segreto della sua caparbietà, rivela ancora Brunetta, è tutto nel mix familiare: «Mio nonno aveva grande intelligenza, ma poca voglia di lavorare. Mio padre era tutto lavoro e poca cultura. mamma aveva grande umanità e intelligenza. Ho preso l'altezza e l'attaccamento al lavoro dal pap
à, il cervello e la sensibilità da mamma e... sono venuto fuori così».

«Io, povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo», rimarca ancora il ministro. Poi ammette la sua debolezza: le donne. «Sono uno dei complementi più belli della vita», sostiene. Adesso, però, c
'è Titti: «Ci conosciamo da 4 anni e stiamo insieme da uno. Penso sia la donna del mia vita».

Questi i miei commenti su "Il Messaggero"



Riapriamo i manicomi
E questo sarebbe cio' che si definisce un rappresentante del Governo, quindi dei cittadini e dell'Italia.
Ho una proposta: Rivediamo la legge 180

commento inviato il 23-08-2008 alle 14:04 da Guardian Angel


......sono venuto fuori così
«Mio nonno aveva grande intelligenza, ma poca voglia di lavorare. Mio padre era tutto lavoro e poca cultura. mamma aveva grande umanità e intelligenza. Ho preso l'altezza e l'attaccamento al lavoro dal papà, il cervello e la sensibilità da mamma e............. sono venuto fuori di testa»

Ogni riferimento e' puramente voluto.

commento inviato il 28-08-2008 alle 00:23 da Guardian Angel


Movimento Giustizia Sommaria

Questo (snip) (IO AVEVO SCRITTO IDIOTA) ha contribuito al Movimento Giustizia Sommaria, a privare dello stipendio delle persone che se non hanno tutte le ragioni, non hanno nemmeno fatto qualcosa atto a giustificare un licenziamento. Questo idiota parla a nome di altri. Chi lo ha detto che gli ITALIANI SONO CON ME Lo dici tu, io sono in Italia, cittadinanza italiana, e NON SONO CON TE Ministro parla per qualcun altro. Licenziamo Brunetta e pure Tremonti.

Oppure, stipendio dei macchinisti Trenitalia. E pure uguale orario di lavoro.

commento inviato il 23-08-2008 alle 18:08 da Guardian Angel



(Da oggi mi chiamero' E.T. perche' quando Brunetta faceva il culo al mondo io stavo su Marte).



http://i253.photobucket.com/albums/hh73/Tawdee/Blog/humor032.gif?t=1219686363


http://images.corriere.it/images/static/common/logo_home.gif



Talking Brunetta: "Io e Tremonti, due GENI"
A questi Einstein gli fa una sega..................

Intervista del Ministro Brunetta al "Corriere" del 08 Giugno 2008

«Berlusconi mi chiese di spiegargli l'economia
La ragazza bionda? E' Titti, la mia fidanzata»

humor031.gif picture by Tawdee


ROMA — L'ufficio del ministro per la Funzione pubblica è la Sala Carlo V di palazzo Vidoni, dove l'Imperatore ricevette la numerosa nobiltà romana. In fondo in fondo, s'intravede Renato Brunetta, con Tremonti il ministro più popolare del governo, ma anche il più preso di mira: mini- ministro, l'unico più basso di Berlusconi... «Miserie. Provo sincera pena per chi le dice. Radical-chic, sinistra al caviale: mi fanno un baffo. Certo, un tempo ci soffrivo. Poi ho imparato ad accettarmi. Sono orgoglioso di essere figlio di gente povera. Figlio della Venezia popolare. Ha presente Thomas Mann e Visconti? La Venezia letteraria, crepuscolare? Ecco, tutto il contrario.

Da bambino andavo a vedere i siori
che mangiavano il gelato a San Marco. Soldi per i gelati io non ne avevo. Andavo a pescare i granchietti e le anguelle, quei pesciolini trasparenti, da fare fritti. E andavo a lavorare con mio padre». Venditore ambulante di protesi, è stato scritto. «Ma quali protesi. Gondoete». Prego? «Gondole di plastica nera. Vetri di Murano. Souvenir. Avevamo una bancarella in lista di Spagna, accanto alla stazione. E lì, sui marciapiedi di Cannaregio, ho imparato tutto. Il lavoro, il sacrificio. Conoscere la gente, parlarci». «Vivevamo in nove in novanta metri quadri, con i miei due fratelli, mia zia vedova e i suoi tre figli. In affitto tutta la vita. Quando papà finalmente mise da parte un po' di soldi, comprò una Topolino usata; mamma ci rimase male, ancora adesso mi tormenta il pensiero che con quel denaro avremmo potuto comprare la casa. Da qui la mia passione per le case. Tutti dovrebbero avere, più che un lavoro, una casa».

Vasto programma. «Ma io ho un piano
: non serve costruire; basta rendere proprietari gli inquilini delle case ex Iacp, trasformando l'affitto in un mutuo. E comunque in casa mia non c'era un libro. Io ho fatto le magistrali, sono maestro abilitato. Ma, un giorno, una giovane supplente mi disse: "Lei non si rende conto di essere diverso?". "In che senso?", risposi. "Non capisce che la sua mente è diversa?". Quella supplente, che non ho più rivisto, mi cambiò la vita. Tornai a casa, parlai con la mamma. Lei capì». Il ministro si commuove, pensando alla madre. «Cominciai a studiare il greco la notte, di nascosto. Fino a quando un professore, che aveva intuito, non mi fece tradurre l'epigrafe in greco dei Sepolcri di Foscolo. I compagni compresero. E si schierarono con me: il mio successo era il loro riscatto sociale. Mi amavano, anche perché finivo i compiti in un quarto d'ora e li passavo a tutti. Così ho dato l'esame per passare al Foscarini. Il figlio dell'ambulante, il piccolino, al liceo dei siori. Alla maturità fui il primo della classe».

Nel '68 Brunetta aveva diciotto anni
. «Ed ero contro. Fui cacciato dall'assemblea dei figli di papà che chiedevano il 30 politico. Capii subito l'inganno: "Voi siete ricchi, io povero. Ma io ho la testa; voi no. Così voi chiedete voti uguali per tutti, per restare voi ricchi e io povero. Ma così mi fottete!". Ho sempre votato Psi. Oggi sono un socialista di Forza Italia. Lib-lab: liberalsocialista ». Esordio con Gianni De Michelis. «La migliore testa della politica italiana degli ultimi cinquant'anni». Consigliere economico di Craxi — «un freddo, mi apprezzava molto ma non l'ho mai frequentato» — e di Amato: «Gran testa, poca personalità. Gliene voglio: poteva salvare il Psi, e non l'ha fatto». Infine, Berlusconi. «Entrò in un convegno mentre stavo parlando. Gentile com'è, si scusò per avermi interrotto. Risposi che grazie a lui avevo ricominciato da capo trovando un incipit migliore. Fu amore a prima vista. Approfondito quando, dopo la caduta del suo primo governo, mi chiese una serie di conversazioni, non lezioni, di economia. Mi chiedeva del tasso di crescita, del rapporto deficit-pil, di Maastricht. Io facevo due ore all'università, poi due ore con lui, poi lo lasciavo per tornare a lezione. E Berlusconi: "Sì, ma poi torna?". Mai visto tanta umiltà, tanta sensibilità, tanta voglia di capire. Con quella frase mi ha conquistato per sempre».

Le cronache del ricevimento al Quirinale
descrivono Brunetta «mano nella mano con un'alta e giovane donna vestita di trasparenze voiles». «Sì, è la mia fidanzata. Ufficiale. Si chiama Titti ma il cognome non lo dico. È un'arredatrice d'interni. Condivide la mia passione per le case. Ne abbiamo due, a Venezia e a Todi». Il momento magico lo induce a professioni di ottimismo. «Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l'Italia è sempre cresciuta, sia pure poco. Non esiste neppure la crisi dei subprime ». Come non esiste? «Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c'entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche. Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla». Sì, ma in che modo? «L'economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo del petrolio. Controllo dell'offerta, aumento della domanda: agli arabi conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo».

Quindi non è vero che il petrolio sta finendo
. «Ma quando mai! Secondo il club di Roma del molto commemorato Peccei, il petrolio sarebbe dovuto essere finito da cinque anni. Invece ogni cinque anni le riserve raddoppiano, o comunque si rivedono al rialzo. Basterebbe un grande patto europeo per costruire 50 centrali di quarta generazione, in modo da coprire metà del fabbisogno entro il 2020, per far crollare il petrolio e il gas del 30 o del 40%. Allora i produttori avrebbero fretta di vendercelo, per paura che gli resti sul groppone». Quanto costa costruire 50 centrali di quarta generazione? «Sei, sette miliardi di euro l'una. Moltiplicato per 50, fanno 350 miliardi di euro». Dove li troviamo? «Lanciando gli eurobond. Titoli europei, garantiti con le eccedenze auree e valutarie della Bce. Enorme risparmio, enorme investimento nella ricerca, enormi risorse per la sicurezza e le infrastrutture dal Baltico al Mediterraneo, da far impallidire il tunnel sotto la Manica e il ponte sullo Stretto: l'Europa ripartirà. È l'idea keynesiana che ho in comune con Tremonti e Delors».

Brunetta cita di continuo Tremonti.

(E si vede che si e' innamorato. Nota di G.A)

Eppure la vulgata vuole che il rapporto tra i due sia teso, al limite dell'incompatibilità. «Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni, quando lui era un brillante giovane professore a Venezia e io ero un giovane incaricato. Tra noi c'è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui».

Aldo Cazzullo
15 giugno 2008

Cito le parole del ministro: «Ma io ho un piano: non serve costruire»

DIFATTI, STATE MANDANDO TUTTO ALLO SFASCIO

Ma La domanda e':

Sono due geni oppure HANNO DUE GENI?????????????????????
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La risposta e':

UN GENIO, DUE COMPARI, 1 POLLO



Brunetta inaugura l'apertura "Sportello Rapporti col cittadino"

Fu scambiato per la Cuccarini da tre impiegati orbi mentre si svolgeva l'inaugurazione per l'apertura dello Sportello Rapporti con l'Utenza di una nota Amministrazione alla quale il ministro era stato invitato.

Lo Sportello non si sa, ma i Rapporti furono li per li subito inaugurati, e fu Sodoma e Gomorra.

Egli fu Sodoma


Poi dicono che gli impiegati statali non fanno il loro lavoro. E che cazz...................



Caratteristiche fantozziane


« Mi scusi, venerabile maestà? Disponghi (uno dei verbi storpiati secondo il linguaggio fantozziano) di me come meglio vuole! Mi concedi l'onore di essere il suo umilissimo servo! Com'è umano lei! »

(Celebri frasi pronunciate da Fantozzi)

« (Durante una partita di tennis)

Filini: Batti?

Fantozzi: Che fa, mi dà del tu?

Filini: Ma no, è congiuntivo esortativo: batti lei »

(Esempio di "congiuntivo" fantozziano)

Il personaggio di Fantozzi, nato come raffigurazione dell'uomo privo di abilità e fortuna e contro il quale si accaniscono malasorte e prepotenze, è entrato nell'immaginario collettivo degli Italiani per la sua grottesca attitudine alla sudditanza psicologica verso il potere costituito, e come esempio di uomo medio, o meglio mediocre, vessato dalla società e alla continua ricerca di un riscatto. Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità come ebbe a dire lo stesso Villaggio.

La figura di Fantozzi è stata concepita durante il periodo lavorativo di Villaggio all'Italsider di Genova come impiegato. Lì prese spunto, ispirandosi agli episodi di servilismo (di cui era stato testimone oculare attraverso l'attenta osservazione dei colleghi), poi accuratamente ingigantiti e storpiati con vena ironica e tragicomica.

Purtroppo, anche se questa email e' volutamente ironica con punte di comicita', non c'e' niente di cui rallegrarsi.

Questo signore e' solo uno degli esponenti di un sistema, che influenza l'andamento della vita di ognuno.

Che sforna slogans, leggi leggine,decreti e decretini (soprattutto) nati con lo scopo principale di farsi conoscere dalle persone, diciamo "Fare Audience", poi
forse per colmare l'ipotetica lacuna che dovrebbe colmare la lacuna precedente e cosi' via.

Il tutto, deciso soggettivanente dal ministrello di turno.

Brunetta ho trovato una FANNULLONA DA LICENZIARE CHE FAI?!

E.....................Per chiudere in bellezza........................




Fini fa immersioni in zona vietata a Giannutri Rischia una multa: "Leggerezza, pronto a pagare"
Fini pronto a immergersi a Giannutri in acque vietate ROMA (27 agosto) - Immersione vietata per il presidente dela Camera, Gianfranco Fini. Legambiente ha scattato foto di Fini, mentre si preparava, martedì, a immergersi in una zona di mare all'interno della riserva marina dell'Arcipelago toscano, vicino all'isola di Giannutri, dove è vietata qualsiasi attività. la terza carica dello Stato ora rischia ora un'ammenda di alcune centinaia di euro. Pagheremo la sanzione, ha fatto sapere il portavoce del presidente della Camera.

Legambiente: «Piscina per le alte cariche»
. Legambiente, in una nota, ha chiesto spiegazioni sulla presenza di Fini in quel tratto di mare. «Sono mesi che c’è una forte polemica sui parchi, definiti un poltronificio - sottolinea Umberto Mazzantini, della sezione di Legambiente dell’Arcipelago Toscano - ora abbiamo scoperto che sono anche una piscina per le alte cariche dello Stato».



Pronto a pagare? E Ti credo, con quello che percepisce di stipendio....................




News 24 Napoli: al via concorso che premia la suora piu' bella
23 ago 12:16 Cronache


NAPOLI - Il teologo campano Antonio Rungi, religioso passionista, lancia l'idea di un concorso su internet per incoronare la suora piu' bella d'Italia. Non nuovo a questo genere di trovate, Rungi e' il vulcanico creatore di ''moderne'' iniziative religiose, ad esempio, la recita del rosario con i bagnanti, su una spiaggia, con due cabine trasformate in sacrestia. Chi volesse partecipare a ''Concorso Sister Italia 2008. La suora piu' bella d'Italia'', puo' scrivere e mandare una foto all'indirizzo di posta elettronica antonio.rungi@tin.it. Padre Rungi pubblichera' su un apposito sito internet ''il volto delle suore, previa autorizzazione delle interessate, al fine di avviare un concorso on-line. (Agr)


Anche le suore diventano miss:
sul web il concorso per la sorella più bella d'Italia


Sophia Loren vestita da suora in uno spot CASERTA (23 agosto) - Per poter partecipare al concorso di bellezza più originale d'Italia, non basta avere tra i 18 e i 40 anni e, ovviamente essere bella: il requisito più importante è essere suora. Ebbene sì, anche le suore possono diventare miss. Il concorso per eleggere la suora più bella d'Italia è stata un'idea di un prete casertano, padre Rungi: «Mi piacerebbe che fosse messa in risalto la bellezza, sia fisica che spirituale, delle suore - ha spiegato -. Stiamo parlando di persone molto preparate che operano nel sociale, dove, oltre alla bellezza spirituale, per avere visibilità c'è anche bisogno di una bella presenza». «L'idea mi è venuta parlando con alcune sorelle con le quali stavo pregando sulla spiaggia di Mondragone - ha raccontato il prete -. Eravamo in preghiera con turisti e villeggianti, a dimostrazione di quanto sia aperta la mentalità di queste suore».

Il concorso, non a caso lanciato in coincidenza con quello di Miss Italia, non poteva che chiamarsi "Concorso Sister Italia 2008. La suora più bella d'Italia". Si terrà esclusivamente in rete. Le aspiranti miss, infatti, non dovranno sfilare su passerelle, nè in abiti civili o religiosi, ma semplicemente inviare le loro foto più belle ed espressive, «che possono significare e dire qualcosa, sia su un piano estetico che spirituale», all'indirizzo di posta elettronica del religioso, antonio.rungi tin.it. Padre Rungi pubblicherà poi su un apposito sito internet il volto delle suore, «previa autorizzazione delle interessate».

A incoronare la Sister Italia sarà il popolo del web. «La valutazione non si limiterà ovviamente all'aspetto fisico, ma verrà effettuata anche in base ai titoli che ciascuna partecipante ha accumulato durante la sua attività - ha aggiunto don Rungi -. È importante sfruttare tutte le potenzialità del web, infatti l'associazionismo cattolico è molto attivo in questo campo. D'altronde è ormai il modo migliore per poter mediare con i giovani».

«Vorrei che si sfatasse il mito della suora vecchia, trascurata e cattiva - ha spiegato il sacerdote -, ce ne sono tante, soprattutto quelle che fanno formazione con i giovani, che sono estremamente attive e preparate. Devono essere soprattutto al passo coi tempi, visto che hanno a che fare con ragazzi». Proprio la componente giovanile viene esplicitamente marcata dal prete campano, che ha imposto tra i parametri per la partecipazione al concorso «un'età compresa tra i 18 e i 40 anni».

Ma non tutti sono riusciti ad apprezzare fino in fondo questa iniziativa: «Ho ricevuto anche qualche mail di dissenso - ha ammesso padre Rungi - di cristiani che non hanno colto lo spirito di evangelizzazione insito in questa idea. Purtroppo alcune persone hanno una mentalità ancora chiusa e pensano che si debbano utilizzare solo i media tradizionali».


E...........RICORDATE


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CORRI ITALIA, CORRI di Luca Cifoni
Dall'effetto Visco all'effetto Brunetta

pubblicato il 30-07-2008 alle 17:59


Prima ancora di entrare in vigore, le misure annunciate dal ministro Brunetta contro l'assenteismo nella pubblica amministrazione avrebbero causato una significativa riduzione del fenomeno: meno 18 per cento di assenze per malattia a giugno rispetto allo stesso mese del 2007, secondo un'indagine a campione dello stesso ministero. Qualcuno l'ha subito chiamato "effetto Brunetta": definizione che fa tornare alla mente quanto accadde circa due anni fa, nelle prime settimane di vita del governo Prodi.

In quel luglio 2006 furono adottate incisive misure contro l'evasione fiscale: ancor prima che ci fosse il tempo di applicarle, il gettito fiscale ebbe una crescita forte e del tutto inattesa che a torto o a ragione fu attribuita, oltre che a fattori quali una certa ripresa dell'economia, a un "effetto Visco": molti contribuenti, preoccupati per il probabile inasprimento dei controlli e per l'annunciata fine della stagione dei condoni, avrebbero deciso "spontaneamente" di fare il proprio dovere.

Allora come adesso, l'offensiva contro i cattivi di turno (lavoratori autonomi prima, dipendenti pubblici poi) fu accompagnata da un più o meno voluto sovraccarico ideologico, tendente a identificare le due categorie sociali rispettivamente con quella degli evasori fiscali e con quella dei fannulloni. Che dire? Se facendo la faccia feroce si ottiene qualche regolare fattura in più, e qualche certificato medico fasullo in meno, ben venga anche questo. Bisogna sapersi accontentare.

Certo un obiettivo più ambizioso ci sarebbe: quello di un Paese in cui non ci sono categorie prese di mira nel loro insieme, magari perché percepite (spesso erroneamente) come votanti per lo schieramento politico avversario. Un Paese con regole certe per tutti e senza bisogno di "effetti" più o meno speciali, in cui imprenditori e commercianti da una parte, impiegati pubblici dall'altra, sentano che è innanzitutto proprio interesse emarginare i colleghi furbi: che sono concorrenti sleali o approfittatori del lavoro altrui. Ma è un obiettivo che per ora va rinviato a tempi migliori.

Effetto Brunetta, estate di controlli e visite fiscali:
viaggio romano nel quadrilatero dei minister
i

di Nino Cirillo
ROMA (5 agosto) - Fanno trentotto gradi all’ombra e per il povero statale romano, quello che sta sciamando esausto tra una pizzetta e una chiacchiera, è solo l’inizio della Seconda Settimana.

La Roma dei ministeri, quella che abbraccia il Viminale e Porta Pia, Castro Pretorio e Via XX Settembre, si può dire che sia tutta qui, con i suoi riti e i suoi simboli.

Ma anche con la sua rabbia. Ci mancava solo Brunetta, mancava solo la storia dei «fannulloni» ad avvelenare la solita insormontabile estate: il viaggio studio del figlio piccolo, gli extra alla badante che è agosto anche per lei, l’affitto della casa al mare fosse pure a Torvaianica. E loro qui, ad aggirarsi fra badge e tornelli, in questo palio infinito che alla fine è una giornata di lavoro.

Raccogliamo le amare riflessioni di Patrizia, sincere e amare: «Ditemi voi, faccio più scandalo io se esco con un amica a fare shopping o quel dirigente lassù, al quarto piano, che si rigira i pollici tutto il giorno per cinquantamila euro netti l’anno?». Leggi l'intero articolo

Per quelli che sono sopravvissuti al BRUNETTO Day After TOMORROW QUI ci sono altre amenita'


1)Brunetta: «Sono la Cuccarini del governo
Io, povero non bello, ho fatto il culo al mondo»



2)Angeletti: «I ferrovieri licenziati? Una rappresaglia
ma scioperare sarebbe un errore»



3)Soldi ai più bravi: il liceo Visconti di Roma
e l'Einstein di Milano premiano gli studenti



4)False timbrature, accertamenti anche a Treviso


5)Brunetta: «Dopo la lotta ai fannulloni
è ora di premiare chi merita»



6)Bonanni: numeri strombazzati da Brunetta li conosce solo lui


7)Cgil impugna il provvedimento: è esagerato


8)Famiglia cristiana: dal governo leggi contro i poveri
Il Pdl insorge. Alemanno: sono misure anti-racket



9)Due poliziotti ricoverati dopo un'aggressione
Il sindacato: «Perderanno 250 euro per malattia»



10)Manovra, Tremonti: 20mila nuovi alloggi nel 2009
Brunetta: ci sono le risorse per i contratti della Pa



11)Effetto Brunetta, estate di controlli e visite fiscali:
viaggio romano nel quadrilatero dei ministeri



12)Oneri burocratici per le imprese:
tagli fino a 25 miliardi entro il 2012



13)Brunetta: «Le misure anti-fannulloni
non colpiranno i donatori di sangue»



14)Sondaggi: Berlusconi scende, bene Tremonti


15)Brunetta: l'assentismo degli statali calato del 30%


16)Sul web gli stipendi dei dipendenti della Regione
E Brunetta si complimenta con Marrazzo



17)Statali, i fannulloni si ammalano di meno
Brunetta: grazie a me assenteismo in calo del 20%



18)Università in rivolta contro i tagli del governo
Da settembre rischio blocco per esami e lezioni



19)Brunetta: obbligo di visita fiscale
anche per un solo giorno di malattia



20)Pa: nel 2006 spesi 1,3 miliardi per le consulenze
Brunetta mette sul web i dati: «Parlano da soli»



21)Combatte i "fannulloni", processata:
otto anni nella palude della giustizia



22)Alitalia, blitz del numero uno di Air France a Roma Brunetta: sulla vendita decida il prossimo governo


» Nuova Ricerca ?

NO GRAZIE

L'8 settembre sara il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terra sabato otto settembre nelle piazze d'Italia, per ricordare che dal 1943 non e' cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi �culturali�. Il V-Day sara' un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo

Alla prossima.

The- Legions
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«You may stop this individual, but you can't stop us all... after all, we're all alike.»
« potrete fermare me, ma non potrete fermarci tutti... dopo tutto, siamo tutti uguali.»
No-one is innocent

venerdì 15 agosto 2008

Dal blog di Pirate Bay

EVVIVA LA RIVOLUZIONE!
#475. Tawdee - 25 mins ago
Per adesso, anche senza l'ausilio di OPdns il sito e' raggiungibile.
Il mio provider e' Tiscali SPA io sono a Roma Italia

I'm in Rome IT and my ISP is Tiscali SPA. The site is reachable also without opendns.

NO fascism NO authoritarianism in Italy.
At this time, great number of people in Italy are giving demonstrations of opposition against the censors:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/13/oscurato-pirate-bay-il-sito-italia.html

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/musica-digitale/pirate-bay/pirate-bay.html

http://www.webmasterpoint.org/news/pirate-bay-oscurato-e-censurato-in-italia-su-richiesta-della-magistratura-di-bergamo-lotta-aperta_p32461.html

Per coloro che non hanno voglia, tempo, e capacità di installarsi un proxy ed un anonimizzatore c’è la possibilita’ di usare Operator, che altro non è che un pacchetto che contiene il browser Opera, e tutto il necessario per anonimizzarsi, basta lanciare il programma che tutto si avvia automagicamente (proxy, tor ed quant’altro) e alla fine, quando si chiude Opera tutto quello che è in esecuzione si chiude da solo, è comodo, è portabile, non serve l’installazione

Basta spacchettare lo zip che trovate http://archetwist.com/en/opera/operator

Per gli utenti linux invece si deve installare Privoxy e TOR con il packet manager del loro sistema e inserire la stringa

forward-socks4a / localhost:9050 .

nel file di configurazione di Privoxy, mi raccomando lo spazio e il punto alla fine della riga, sono indispensabili, quindi riavviare il servizio, poi usare come proxy localhost sulla porta 8118.

Per essere certi di essere TOR-rizzati andate a controllare qui
http://torcheck.xenobite.eu/

I'm Italian and I want believe in freedom

giovedì 14 agosto 2008

Lo Stato Fascista censura Pirate Bay



Lo Stato Italiano adesso oltre che grottesco sta diventando pure ridicolo, cercando di impedire la diffusione della conoscenza e della liberta.

The Pirate Bay, http://thepiratebay.org/sito che offre strumenti per scambio di file ed altro, sarebbe nel mirino della censura italiana, e quindi oscurato tramite la modifica dei dns. Sul sito ufficiale e' gia' disponibile l'alternativa per gli italiani: La baia.org

La cosa che piu rattrista e' che l'Italia viene ormai definito un Paese a regime dittatoriale FASCISTA.

Rattrista, perche' e' vero.

Comunque, se servira' per evitare eventuali cazzate da parte dei provider, non per colpa loro almeno, ma perche' comunque anch'essi sono obbligati a sottostare alle imposizioni (io non le chiamo piu leggi ormai) di questo Stato cambiate i DNS.
Sul sito http://www.opendns.com/ e' spiegato come fare.
Qui perche'

IMPORTANT NEWS FOR ITALIANS

Fascist state censors Pirate Bay


Alla prossima.
The- Legions
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lunedì 4 agosto 2008

11 ottobre 2008 Tutti in piazza: libertà, non paura

Per ritrovare il coraggio di essere chi sei e basta
Per ritrovare il coraggio per lottare
Per non dover sottostare agli abusi dei potenti
Per la liberta'.
Liberta' la meta piu grande a cui tendere

Da Punto informatico
:

Tutti in piazza: libertà, non paura

Roma - Paura di essere sorvegliati, paura di essere catalogati, paura di essere se stessi. C'è chi non intende sprofondare in una spirale del silenzio, c'è chi rivendica il proprio diritto a formare e manifestare spontaneamente il proprio pensiero e la propria creatività: è una chiamata alle armi diramata da Vorratsdatenspeicherung, il gruppo di lavoro che in Germania si oppone alla data retention. Invitano i cittadini di tutto il mondo ad organizzare Freedom Not Fear 2008, Libertà, non paura, una manifestazione globale e decentrata che l'11 ottobre possa scuotere le piazze di tutto il mondo.

In fieriStato e mercato si insinuano nella vita del cittadino: è una sorveglianza pervasiva, è una possibilità connaturata alle tecnologie che permeano la quotidianità. C'è chi impugna i mezzi di comunicazione in maniera acritica e chi resta atterrito dalla possibilità che rappresentino dei tasselli di un panopticon digitale. C'è invece chi reagisce: non intendono rinunciare agli strumenti per comunicare ed informarsi, non intendono abdicare al diritto ad una vita privata e spontanea, chiedono che stato e mercato vengano frenati da leggi che arginino il tecnocontrollo di default.

Animato da questo proposito, il gruppo di lavoro tedesco ha lanciato una call modulare, ha invitato alla mobilitazione associazioni e cittadini affinché si organizzino per chiedere trasparenza, per instillare la consapevolezza nella società civile, per scuotere le istituzioni affinché tornino a bilanciare l'equilibrio tra sicurezza e diritto alla riservatezza, tra esigenze del mercato e diritto alla spontaneità. Sono numerose le associazioni che iniziano a punteggiare le pagine del wiki dedicate, si inizia a fare la conta di coloro che sono disposti a investire tempo e impegno per dare fiato alle proprie preoccupazioni e manifestare il proprio diritto a non vivere sotto una lente.

Anche in Italia qualcosa inizia a muoversi. Hanno aderito a Libertà, non paura 2008 Progetto Winston Smith, Partito Pirata, Collettivo Libero Sapere, ush.it - a beautiful place, Free Hardware Foundation, PopoloBue.tv, telematicsfreedom.org, Computerlaw 2.0 - Informatica e Diritto, organizzazioni che rilanciano a tutti i cittadini l'invito a partecipare e a mobilitarsi perché non si sia costretti a sfuggire o a subire la sorveglianza, perché le istituzioni tutelino i diritti del cittadino dagli abusi ai quali può invitare la tecnologia.

Libertà, non paura affonda le proprie rivendicazioni nella quotidianità: una sempre più estensiva accumulazione di dati di ogni genere e una sempre più intensiva collaborazione tra le forze dell'ordine rischiano di alimentare database sconfinati e centralizzati e poco sicuri; le aziende dimostrano di essere sempre più interessate a scolpire profili del consumatore. Ci sono coloro che sbandierano di non avere nulla da nascondere, spiegano i primi partecipanti italiani, c'è il "gregge di acritici consumatori". Ma sono molti i cittadini che si dimostrano sensibili ad una sorveglianza che permea le routine: molti si atrofizzano nel silenzio e abdicano al proprio diritto ad esprimersi, schiacciati dal terrore di essere costantemente osservati o discriminati, terrorizzati dall'idea di essere un target pubblicitario.

Si rivolge a loro l'invito ad agire, a non cedere alla paura. Le istanze ora in gioco sono numerose: si chiede trasparenza da parte di aziende e istituzioni, si chiede di ridimensionare la sorveglianza indiscriminata e il più sregolato monitoraggio affinché non inficino la maturazione e le libertà della società civile. In tempi di carte d'identità con impronte digitali e di identificativi biometrici stipati in database centralizzati si propone di retrocedere per offrire più garanzie al cittadino; in tempi in cui fermentano idee di prelievi coatti di DNA si chiede che misure che dovrebbero tutelare la sicurezza dei cittadini non involvano in una schedatura genetica di massa. Ci si opporrà ai controlli pervasivi e alla registrazione dei dati dei passeggeri che varcano le frontiere e ci si schiererà contro il fluire incontrollato delle informazioni verso paesi che non aderiscono agli standard europei di tutela della privacy. Ci sarà spazio per opporsi alle perquisizioni e alla sorveglianza occulte dei sistemi informatici e telematici.

Nel contesto di Libertà, non paura si potrà esercitare una pressione sulle istituzioni affinché rivolgano il loro sguardo al comportamento dei soggetti privati: fra la mappa dei propositi da perseguire e da animare figurano la richiesta alle autorità di impedire che gli ISP si trasformino in vigilantes e in segugi del mercato. L'obiettivo è scongiurare l'eventualità che i provider dettino legge sui contenuti che circolano in rete e si limitino ad attenersi agli ordini della magistratura nel rimuovere in maniera puntuale i contenuti criminali. Se il ruolo di poliziotto non è mai stato ben recepito dai fornitori di connettività, i provider tendono a far fruttare la propria posizione di raccordo per mettersi al servizio del mercato: la manifestazione dell'11 ottobre potrebbe essere un'occasione per levare la propria voce e opporsi a questo fenomeno di rastrellamento di informazioni sulle abitudini dei netizen.

Sullo sfondo, la libertà di esprimersi e di informarsi, il diritto ad impugnare degli strumenti che consentano alla società civile di confrontarsi e di consolidarsi e agli individui e alle reti di individui di stratificare cultura dando sfogo alla propria creatività. Una società della sorveglianza non può che svilire la spontaneità del cittadino già caricato di responsabilità di cui ha diritto a non sobbarcarsi l'onere.

Online tutto è memorizzato di default e il cittadino della rete è esposto a tracciamenti e profilazioni, gli operatori telefonici tracciano tutto automaticamente e i dati di cella rimpinguano banche dati che consentirebbero di ripercorrere tutti gli spostamenti di un cittadino con telefonino al seguito. Il Garante non ha voce in capitolo, nulla può il Testo Unico sulla Privacy: non si tratta di dati personali.

La proposta di legge, presentata alla Camera il 29 aprile dall'onorevole Mecacci, non mira direttamente a scardinare l'istituto della data retention così come lo conosciamo e così come nel tempo è stato modificato. Calamari spiega che, incardinandosi nella legge 196 del 2003 come un plug-in, o come un trojan, mira ad agire da deterrente: nella proposta si chiede che i dati raccolti in maniera automatica vengano rimossi dopo tre mesi dalla memorizzazione. Non esiste ora un obbligo di cancellazione per questo tipo di dati: per questo motivo, anche una volta che i dati siano diventati inutili per gli scopi per cui vengono raccolti, le aziende li conservano perché non costa nulla farlo. Ma i dati sono denaro per il mercato, e i rischi ai quali sono esposti i cittadini sono evidenti. "I dati raccolti in maniera automatica - illustra Calamari con una metafora - sono olii usati: vanno smaltiti in maniera corretta". Qualora gli operatori desiderassero invece elaborarli e reimpiegarli, dovrebbero darne conto all'Autorità garante e ai soggetti coinvolti: in quel momento i dati raccolti in maniera automatica diventano dati personali.



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« potrete fermare me, ma non potrete fermarci tutti... dopo tutto, siamo tutti uguali.»
No-one is innocent

sabato 2 agosto 2008

RdB CUB.Federazione Nazionale: Lettera al Presidente Napolitano


Lo devo fare per rispetto a tutto quello in cui credo, perche' forse sono solo un sognatore che si illude che

ogni essere umano deve essere riconosciuto
uguale ad ogni altro, con gli stessi diritti,

in questo Paese ci puo ancora essere la forza per lottare,


l
a gente la smetta di avere paura delle ritorsioni, delle piu o meno velate intimidazioni,

ci si opponga con decisione e fermezza contro l'atteggiamento delle autorità costituite le quali, mentre dovrebbero essere i capisaldi del sopraccitato rispetto e dignita, al contrario sono fonte di disprezzo e denigrazione e quindi di RAZZISMO verso una parte dei rappresentanti dello Stato.

I Rappresentanti dello Stato, siamo tutti noi, non sono i Ministri i sottosegretari e i portaborse vari, ma nessuno ha mai il coraggio di dirlo.

Per non perdere il posto di lavoro, per far assumere il figlio, per non avere "rogne".

In questo Paese, se non sei un'attore o un personaggio dello spettacolo MAI essere al centro dell'attenzione. Ci rimetti. E questo e' vero.

sabato, 02 agosto 08 - 17:36

NAZIONALE


Le notizie dal sito della Federazione Nazionale
RdB CUB.

Per vedere tutte le notizie nazionali vai al sito della Federazione

seguendo il link qui sotto.


Ma Soffermiamoci su Questo:

Federazione Nazionale

11445

notizie
ON LINE

Vignette contro i dipendenti pubblici sul sito del ministero: a migliaia raccolg...


Le vignette in questione stanno sul sito della Funzione Pubblica.

Questo tanto per confermare che sono un illuso, come ho detto prima. Ma in fondo, io sono un testardo, per cui, quanto piu' la partita sembra essere dura, tanto piu' e' stimolante vincerla no?

Quando ho voglia di mollare, quando penso che "tanto non ne vale la pena", quando non riesco a decifrare un codice (ok lo ammetto) allora mi vengono in mente le persone che in qualche modo, piu o meno hanno comunque lasciato un segno nella mia vita. Ripenso a mio padre, che faceva l'impiegato statale, e con il suo stipendio riusciva a mantenere la sua famiglia, che faceva i turni di notte per guadagnare qualcosa in piu e pero' andava al lavoro contento, era fiero di essere una persona rispettosa delle norme dello Stato. Mi fece pure l'abbonamento al canone RAI, io lo pago ancora, naturalmente lo fece a mia insaputa, lui conosceva il pollo. Infatti IO NON LO AVREI MAI FATTO E LO CONSIDERO UN FURTO.

Ripenso a mio nonno, che coltivava la terra e dormiva pure per terra, quando non faceva in tempo a tornare a casa. Per forza, passava all'osteria. Lui si fece 2 guerre mondiali e ci rimise un occhio e un braccio. Pero' era uno tosto, andavamo a caccia insieme. Mia madre diceva sempre che io somoglio a lui. Mi sa che e' vero, prima non mi sembrava.

Penso a Sandro Pertini, e che cavolo, sara' pur vero che sono estremista e pure un po anarchico ma ancora non sono completamente rimbecillito. Il Gran Presidente che somigliava a mio nonno, che aveva le palle per portare avanti le sue idee.

Penso a Martin Luther King, un coglione nero, uno che ha immolato la sua vita per portare avanti gli ideali in cui credeva, che era talmente sporco negro che ha segnato la storia.

Penso a Gesu Cristo, PERCHE' NO?
Esistito o no che sia stato, lo hanno ammazzato perche' andava controcorrente.
Cazzo perche' Bertinotti non si e' mai letto il Vangelo prima delle elezioni?
Chiaramente il "Vangelo di Tommaso" non quelli che ti danno al catechismo.

Penso a qualcuno che quando gli ho messo fuori uso tutto l'apparato, invece di darmi addosso ha capito, da allora ho cominciato ad apprezzarlo. Ha capito che in fondo e' un gioco, una sfida. Con me stesso, come sempre.
Francy, lo sai di che parlo vero?

Prima che mi commuovo e faccio seccare le piante, voglio riportare due frammenti di storia, La Storia, quella che non ho imparato al Liceo, quella che non e' scritta sui libri, quella che e' intorno a noi.


http://www.centropertini.org/300660.htm



C
E
N
T
R
O
Sandro Pertini
Il Presidente Partigiano
25 Settembre 1896 - 24 Febbraio 1990

a cura del Centro Culturale Sandro Pertini
Ritratto di Sandro Pertini
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I

28 GIUGNO 1960.
DISCORSO DI SANDRO PERTINI A GENOVA, PIAZZA DELLA VITTORIA, PRIMA DEI GRAVI FATTI DEL 30 GIUGNO.



Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell'Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere "no" al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l'offesa.
Io nego - e tutti voi legittimamente negate - la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova i1 suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, l'attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologià di reato.
Si tratta del resto di un congresso che viene qui convocato non per discutere, ma per provocare, per contrapporre un vergognoso passato alla Resistenza, per contrapporre bestemmie ai valori politici e morali affermati dalla Resistenza.
Ed è ben strano l'atteggiamento delle autorità costituite le quali, mentre hanno sequestrato due manifesti che esprimevano nobili sentimenti, non ritengono opportuno impedire la pubblicazione dei libelli neofascisti che ogni giorno trasudano il fango della apologia del trascorso regime, che insultano la Resistenza, che insultano la Libertà.
Dinanzi a queste provocazioni, dinanzi a queste discriminazioni, la folla non poteva che scendere in piazza, unita nella protesta, né potevamo noi non unirci ad essa per dire no come una volta al fascismo e difendere la memoria dei nostri morti, riaffermando i valori della Resistenza.

Questi valori, che resteranno finché durerà in Italia una Repubblica democratica sono: la libertà, esigenza inalienabile dello spirito umano, senza distinzione di partito, di provenienza, di fede. Poi la giustizia sociale, che completa e rafforza la libertà, l'amore di Patria, che non conosce le follie imperialistiche e le aberrazioni nazionalistiche, quell'amore di Patria che ispira la solidarietà per le Patrie altrui.

La Resistenza ha voluto queste cose e questi valori, ha rialzato le glorie del nostro nuovamente libero paese dopo vent'anni di degradazione subita da coloro che ora vorrebbero riapparire alla ribalta, tracotanti come un tempo. La Resistenza ha spazzato coloro che parlando in nome della Patria, della Patria furono i terribili nemici perché l'hanno avvilita con la dittatura, l'hanno offesa trasformandola in una galera, l'hanno degradata trascinandola in una guerra suicida, l'hanno tradita vendendola allo straniero. Noi, oggi qui, riaffermiamo questi principi e questo amor di patria perché pacatamente, o signori, che siete preposti all'ordine pubblico e che bramate essere benevoli verso quelli che ho nominato poc'anzi e che guardate a noi, ai cittadini che gremiscono questa piazza, considerandoli nemici della Patria, sappiate che coloro che hanno riscattato l'Italia da ogni vergogna passata, sono stati questi lavoratori, operai e contadini e lavoratori della mente, che noi a Genova vedemmo entrare nelle galere fasciste non perché avessero rubato, o per un aumento di salario, o per la diminuzione delle ore di lavoro, ma perché intendevano battersi per la libertà del popolo italiano, e, quindi, anche per le vostre libertà.

E' necessario ricordare che furono quegli operai, quegli intellettuali, quei contadini, quei giovani che, usciti dalle galere si lanciarono nella guerra di Liberazione, combatterono sulle montagne, sabotarono negli stabilimenti, scioperarono secondo gli ordini degli alleati, furono deportati, torturati e uccisi e morendo gridarono "Viva l'Italia", "Viva la Libertà". E salvarono la Patria , purificarono la sua bandiera dai simboli fascista e sabaudo, la restituirono pulita e gloriosa a tutti gli italiani.


Dinanzi a costoro, dinanzi a questi cittadini che voi spesso maledite, dovreste invece inginocchiarvi, come ci si inginocchia di fronte a chi ha operato eroicamente per il bene comune.

Ma perché, dopo quindici anni, dobbiamo sentirci nuovamente mobilitati per rigettare i responsabili di un passato vergognoso e doloroso, i quali tentano di tornare alla ribalta?


Ci sono stati degli errori, primo di tutti la nostra generosità nei confronti degli avversari. Una generosità che ha permesso troppe cose e per la quale oggi i fascisti la fanno da padroni, giungendo a qualificare delitto l'esecuzione di Mussolini a Milano.

Ebbene, neofascisti che ancora una volta state nell'ombra a sentire, io mi vanto di avere ordinato la fucilazione di Mussolini, perché io e gli altri, altro non abbiamo fatto che firmare una condanna a morte pronunciata dal popolo italiano venti anni prima.

Un secondo errore fu l'avere spezzato la solidarietà tra le forze antifasciste, permettendo ai fascisti d'infiltrarsi e di riemergere nella vita nazionale, e questa frattura si è determinata in quanto la classe dirigente italiana non ha inteso applicare la Costituzione là dove essa chiaramente proibisce la ricostituzione sotto qualsiasi forma di un partito fascista ed è andata più in là, operando addirittura una discriminazione contro gli uomini della Resistenza, che è ignorata nelle scuole; tollerando un costume vergognoso come quello di cui hanno dato prova quei funzionari che si sono inurbanamente comportati davanti alla dolorosa rappresentanza dei familiari dei caduti.

E' chiaro che così facendo si va contro lo spirito cristiano che tanto si predica, contro il cristianesimo di quegli eroici preti che caddero sotto il piombo fascista, contro il fulgido esempio di Don Morosini che io incontrai in carcere a Roma, la vigilia della morte, sorridendo malgrado il martirio di giornate di tortura. Quel Don Morosini che è nella memoria di tanti cattolici, di tanti democratici, ma che Tambroni ha tradito barattando il suo sacrificio con 24 voti, sudici voti neofascisti.

Si va contro coloro che hanno espresso aperta solidarietà, contro i Pastore, contro Bo, Maggio, De Bernardis, contro tutti i democratici cristiani che soffrono per la odierna situazione, che provano vergogna di un connubio inaccettabile.

Oggi le provocazioni fasciste sono possibili e sono protette perché in seguito al baratto di quei 24 voti, i fascisti sono nuovamente al governo, si sentono partito di governo, si sentono nuovamente sfiorati dalla gloria del potere, mentre nessuno tra i responsabili, mostra di ricordare che se non vi fosse stata la lotta di Liberazione, l'Italia, prostrata, venduta, soggetta all'invasione, patirebbe ancora oggi delle conseguenze di una guerra infame e di una sconfitta senza attenuanti, mentre fu proprio la Resistenza a recuperare al Paese una posizione dignitosa e libera tra le nazioni.

Il senso, il movente, le aspirazioni che ci spinsero alla lotta, non furono certamente la vendetta e il rancore di cui vanno cianciando i miserabili prosecutori della tradizione fascista, furono proprio il desiderio di ridare dignità alla Patria, di risollevarla dal baratro, restituendo ai cittadini la libertà. Ecco perché i partigiani, i patrioti genovesi, sospinti dalla memoria dei morti sono scesi in Piazza: sono scesi a rivendicare i valori della Resistenza, a difendere la Resistenza contro ogni oltraggio, sono scesi perché non vogliono che la loro città, medaglia d'oro della Resistenza, subisca l'oltraggio del neofascismo.

Ai giovani, studenti e operai, va il nostro plauso per l'entusiasmo, la fierezza., il coraggio che hanno dimostrato. Finché esisterà una gioventù come questa nulla sarà perduto in Italia.

Noi anziani ci riconosciamo in questi giovani. Alla loro età affrontavamo, qui nella nostra Liguria, le squadracce fasciste.

E non vogliamo tradire, di questa fiera gioventù, le ansie, le speranze, il domani, perché tradiremmo noi stessi. Così, ancora una volta, siamo preparati alla lotta, pronti ad affrontarla con l'entusiasmo, la volontà la fede di sempre.

Qui vi sono uomini di ogni fede politica e di ogni ceto sociale, spesso tra loro in contrasto, come peraltro vuole la democrazia. Ma questi uomini hanno saputo oggi, e sapranno domani, superare tutte le differenziazioni politiche per unirsi come quando l'8 settembre la Patria chiamò a raccolta i figli minori, perché la riscattassero dall'infamia fascista.
A voi che ci guardate con ostilità, nulla dicono queste spontanee manifestazioni di popolo? Nulla vi dice questa improvvisa ricostituita unità delle forze della Resistenza?

Essa costituisce la più valida diga contro le forze della reazione, contro ogni avventura fascista e rappresenta un monito severo per tutti. Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non ci riuscirete voi.

Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei nostri morti, e per l'avvenire dei nostri vivi, lo compiremo fino in fondo, costi quello che costi.












Scrivici a:
info@centropertini.org




E Ciao Martin, sei stato grande e sei un modello anche per me, che proprio nei ranghi non ci sono mai stato (E non si staro' mai) ma ti rispetto.

Martin Luther King

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(EN)
« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" »
(IT)
« Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »
(Martin Luther King, 28 agosto 1963, Washington, discorso al Lincoln Memorial durante la marcia per lavoro e libertà)

« Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli. »

(Martin Luther King)
Martin Luther King
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1964

Martin Luther King Jr. (Atlanta, 15 gennaio 1929Memphis, 4 aprile 1968) è stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età, quindi, di soli trentacinque anni.

Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso, ed a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta nonviolenta.

L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, che costituisce un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia.

Unanimemente riconosciuto apostolo della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni '50 e '60 ogni sorta di pregiudizio etnico.

Indice

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Leader per i diritti civili [modifica]

Si diploma nel 1948 al Morehouse College e dopo esser diventato pastore battista a Montgomery, King si laureò nel 1955 in filosofia alla Boston University. Nella sua vita organizzò decine e decine di marce e manifestazioni di protesta, invocando il diritto al voto ed altri basilari diritti. Queste rivendicazioni furono in seguito accolte con il Civil Rights Act e il Voting Rights Act. Il "caso culmine" che fece scaturire la rivolta dei neri fu l'arresto di Rosa Parks,accusata di aver violato le leggi sulla segregazione. King,in America,come Gandhi in India,organizzò una protesta pacifica,senza armi e soprattutto,basandosi sul dialogo.

"I have a dream" [modifica]

M.L. King
M.L. King

Celeberrimo è rimasto il discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 durante la marcia per il lavoro e la libertà davanti al Lincoln Memorial di Washington e nel quale pronunciò più volte la fatidica frase "I have a dream" (in Italia evocata spesso in maniera forse impropria ma efficace con: Io ho un sogno) che sottintendeva la (spasmodica) attesa che egli coltivava, assieme a molte altre persone, perché ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni altro, con gli stessi diritti e le stesse prerogative, proprio negli anni in cui - per dirla con le parole di Bob Dylan - i tempi stavano cambiando e solo il vento poteva portare una risposta. Martin, molte volte fu soggetto ad aggressioni e ad offese molto gravi.

Secondo alcune analisi il discorso I have a dream sarebbe in parte molto simile alla discussione di Archibald Carey, Sr. tenuta alla Republican National Convention nel 1952. La somiglianza consiste nel fatto che entrambi i discorsi finiscono con una recitazione del primo verso dell'inno popolar patriottico America (My Country ´Tis of Thee) di Samuel Francis Smith, e i due discorsi condividono i nomi di numerose montagne per cui entrambi esortano "let the freedom ring" (lasciate risuonare la libertà).[1]

I have a dream I say to you today,even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream It is a dream that is deeply rooted in the American dream. I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal." [...]

Legami con gruppi comunisti [modifica]

Ai primi di settembre del 1957, Martin Luther King si recò ad una riunione organizzata dall' Highlander Folk School a Monteagle, Tennessee. Questa organizzazione era stata fondata da Myles Horton e Don West, entrambi esponenti di alto grado del Partito Comunista Americano. Lo scopo di questa riunione era apparentemente di organizzare rivolte e proteste nel sud degli Stati Uniti.

Il segretario personale di Martin Luther King, un certo Bayard Rustin, aveva aderito alla Youth Communist League (Lega dei giovani comunisti) nel 1936, presso il New York City College. Rustin è stato l'organizzatore delle prime marce su Washington subito dopo un suo viaggio a Mosca nel 1958. Il Partito Comunista Americano si vantò, per mezzo del suo organo The Worker, della prima marcia di Martin Luther King come di una marcia comunista.

Martin Luther King scrisse l'introduzione al libro Negroes With Guns (Neri Armati) di Robert Williams, un residente a Cuba, che godeva dell'appoggio di Mao Tse-Tung e trasmetteva regolarmente tre volte a settimana una trasmissione ad alta frequenza in cui giunse in almeno un caso ad incitare rivolte ed atti sovversivi.

L'assassinio [modifica]

Più volte imprigionato, perseguitato dagli ambienti segregazionisti del sud degli Stati Uniti, nel mirino dell'FBI, dovuti al fatto che ricevesse soldi dal Partito Comunista degli Stati Uniti (gli fu intimato più volte da J. Edgar Hoover di dissociarsi da ogni collegamento con partiti comunisti, ma senza seguito), King fu assassinato a colpi d'arma da fuoco prima della marcia del 4 aprile 1968, mentre si trovava assieme alla moglie Coretta Scott King (1927-2006) su un balcone del Lorraine Motel di Memphis, Tennessee poco prima di andare ad una cena. Il suo assassino, James Earl Ray dapprima confessò l'omicidio ma in seguito ritrattò. Gli atti dell'indagine sull'assassinio di Martin Luther King jr. sono stati secretati fino al 2002 dall'amministrazione americana.

Il Lorraine motel
Il Lorraine motel

Il 18 gennaio Festa Nazionale

#@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

ADESSO E' CHIARO PERCHE' LA SINISTRA NON C'E' PIU'
ADESSO E' CHIARO PERCHE' NESSUNO FA NIENTE
ADESSO E' CHIARO PERCHE' MIO FIGLIO NON PENSA DI FARE L'AGRICOLTORE

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L'Umanita' ha bisogno di capi carismatici, che possano bucare le coscienze e trascinare la rivolta.
Ma bisogna crederci.
Come ho detto all'inizio, io ci provo.




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venerdì 1 agosto 2008

Dimenticavo un'altra chicca sullo Stato Italiano Poi basta, torno ad occuparmi delle mie coltivazioni





Repubblica Italiana

Camera dei Deputati - XVI legislatura - Deputati - Trattamento economico

Cioe' sullo stato dello Stato Italiano. Uno stato semicomatoso, per cui, in quanto membro dello Stato e da esso dipendente, propongo l'invio IMMEDIATO del medico fiscale. Anche Brunetta e' un membro dello Stato per cui dipendente statale, quindi, se propone e dispone, lo posso fare pure io.
La chicca e' presa da qui:

http://www.camera.it/deputatiSM/4385/documentotesto.asp

(Che gia' e' un sito che mi sta sulle balle perche' e' pieno di "CSS senza tabelle" degno dei nuovi guru dell' HTML codice pulito : sara' che lo lavano col Dash?)

Un bel copia/incolla perche' sono pigro, e guarda un po che bel sito.



Sei in:
Home \ Deputati \ Trattamento economico \ (Altro che Google Maps!)

Trattamento economico

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato

ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto dell

e ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale som

ma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio naziona

le.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza d

a percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Soppressione dei rimborsi per i viaggi

di studio all'estero


Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'este ro per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Spese telefoniche

I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da u

n tariffario.

Assegno di fine mandato

Il deputato versa mensilmente, in un apposit

o fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio

Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Uffici

o di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli an

ni di mandato parlamentare.

Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto

al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

Modifiche alla disciplina dell'assegno vitalizio


(Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)



1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l'importo dell'assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.

2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.

3) La sospensione del pagamento dell'assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell'indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l'interessato opti per l'assegno vitalizio in luogo dell'indennità.






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cronaca - peacereporter.net

"Ho fatto una scoperta oggi. Ho trovato un computer"

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Io sono un hacker, e questo e' il mio manifesto
Voi potete fermare questo individuo, ma non potete fermarci tutti...dopotutto siamo tutti uguali.
Noi cerchiamo la conoscenza...e voi ci chiamate criminali.Noi facciamo uso di un servizio gia' esistente che non costerebbe nulla se non fosse controllato da approfittatori ingordi, e voi ci chiamate criminali
......Io sono un Hacker, entrate nel mio mondo
+++The Mentor+++
(8 Gennaio 1986)
Parole...gia' sentite spesso ignorate, volutamente dimenticate
perche' la consapevolezza di cio' e' "scomoda"
Guardian Angel
ASTALAVISTA REMIX

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Guardian Angel COGITO, ERGO E BUM BUM!░░

░░░Chi e'? "Sono la fatina buona del cazzo"░░░

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Mai riuscito ad uniformarmi a niente

Se mi impongono qualcosa, la soddisfazione maggiore e' proprio NON FARLA.


Non credo nell'utilita' delle leggi, non amo rispettarle, se rispetto qualcuno o qualcosa (animali, cose, esseri umani e non) e' perche' sento di farlo, a prescindere da chi o che cosa sia, bianco rosso verdone o a palle. Mai riuscito a fare "la persona normale" Che cos'e' poi il cosiddetto "normale"?

Chi l'ha stabilito e con quali parametri?


Mi pare che qoalcuno abbia dimostrato il contrario.
C'e' stato un periodo in cui ho pure provato a confondermi o forse, adesso lo ammetto, tra gli altri.
Nada, non c'e' verso, tanto vale essere quello che si è, e allora, qui, manco il layout faccio, tutto pronto, sono pure pigro e ultimamente i vari stra-guru del "CSS-no-tabelle" con tutti quei siti pulitini che sanno tanto dell'ora del te' mi stanno proprio sulle scatole.

Mi fanno pensare a come ero io al Liceo

Abitudine: scrivo Liceo in maiuscolo, "rispetto ragazzo!" Don Delfo dove sarai adesso? Ma tu ci credevi davvero in Dio & TuttiSanti? E la cappella per te era proprio la casa di Cristo o un grosso rimpianto? Lo sapevi che il professore di Italiano era gay vero?

Tutti preti i miei insegnanti, l'unico laico era gay. Potevano assumere una donna allora.
Che ci faccio io dentro un blog. Non lo so adesso, poi forse. Veramente ho pure un paio di siti che avrebbero bisogno di una domestica, pure bona che sarebbe meglio Quando voglio e SE mi va scrivo.

-** -**--****--**Magari rientro negli schemi**-**-**-**-

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-**In una societa' sub-normale
"senza ciccia e brufoli" forse qualche non-uniformato ancora c'è-**-

Astalavista Perche' il primo amore non si scorda mai, e io mi ricordo questo.òòòòòòòòòAstalavistaCon tutto il sito i popups i wormetti l'hard core l'hacking i crack i Gran Pavesi e i Biscotti della Nonna, le mail bombs i RootKit e i rocchettari, che tanto sono sempre meglio dei missili di Bush e delle prevaricazioni dei potenti sui piu' deboli in tutti i Paesi
In tutta la Storia.



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La Sicurezza Informatica: Digitare Nome Utente e Password

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OGGI MI METTO IL FIREWALL!!!! ( Te lo metti da solo o te lo mette qualcun altro? Questo si che e' avere cu........ IL PC PROTETTO!!) Il camerino e' qui: http://www.openexp.it/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=29

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SIAMO TUTTI UGUALI (MA PARLA PER TE!)

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Ognuno ha le sue perversioni. *±±**¯¯*±±*¯¯*±±*ED OGNUNO SI E' FATTO DA SOLO , TRANNE L'ONOREVOLE PREMIER PRIMO SINISTRO CHE E' "FATTO PERMANENTE". *µµ**¯¯*±±*¯¯*±±*¯**¯¯*±±*¯¯*±±*¯±*±±±**±*¯¯*±**±±*¯¯*±±±**±**±*¯¯*±**±±**µµ*_*µµ*µµ*˜˜˜*µµ**±±*E SICCOME IL DEGRADO E' MIO E LO GESTISCO IO "OGNUNO SI FACCI DA SOLO!" µ*˜˜˜*_*µµ*_*µµ*µµ*˜˜˜*µµ**±±*±±±**±**±***±*¯¯*±*¯¯*±±*˜˜˜˜˜*±±±*¯¯*±±ASTALAVISTA CON TUTTO IL SITO e I BISCOTTI DELLA NONNA *¯¯*±±*¯¯*±±*¯¯*±±±*˜˜±*¯¯*±±˜˜˜*±*¯¯*±*¯¯*±±*˜˜˜˜˜*±±±*¯¯*±±

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